Pranzo allucinante

L’amico di un’amica. A pranzo. Per caso. Apre bocca e le seppioline cominciano a sapere di cartone. Stai zitta, ascolti perchè è giusto, perchè vuoi capire, e i piselli diventano pallini di piombo nello stomaco. E mentre il monologo continua, ti attacchi all’acqua gassata come fosse rum. Per stordirti. Perchè non vale la pena ribattere. Perchè… è inutile resistere. L’Italia è in mano a quelli lì.

“No perchè io gliel’ho detto se sono questi i valori, i vostri valori allora non ci sto… me ne torno dov’ero prima e mi tiro dietro i miei ottanta voti capito? Perchè va bene tutto io rispetto profondamente chi non la pensa come me ma  qui bisogna capire che siamo di fronte a una devianza… perchè tu non puoi scegliere la tua morale sessuale, non è mica una scelta non sei mica al supermercato… tu non scegli, tu o segui quella che è la tua natura come uomo come donna o sei deviante e basta… e allora mi facciano il piacere questi pacs, che poi finisce come la Spagna… perchè insomma puoi scherzare fino a un certo punto con quello che è la natura, l’essenza profonda dell’uomo… ma se ci scherzi troppo poi l’essere umano si ribella…”

A questo punto smetto di masticare e gli dico: “e io che non mi ribello, non sono un essere umano?” “ Come scusa? No dico, a me sta benissimo che tu la pensi diversamente…”
“No che non ti sta bene. Hai appena detto che l’omosessualità è devianza e che l’essere umano vi si ribella. Allora io non sono un essere umano. Vedi, non solo non la considero devianza, ma non mi ribello affatto.”

Improvvisamente l’amico dell’amica ha un impegno improrogabile. Meglio così. Mi ha già rovinato il pranzo. Ma quello che mi scoccia è che io non l’ho rovinato a lui. Non è stato neanche a sentire quello che dicevo.

Nuove dal pianeta Macaron

Il pianeta Macaron è davvero sorprendente. Sappiamo già che che qui non conta se sei un mascalzone, basta che ti comporti bene, mettiamo, un giorno a settimana;  ma ecco che cosa è successo con la Banca Planetaria.

La Banca Planetaria è nella merda per via di maneggi e mezzucci volti a favorire Tizio piuttosto che Caio. Il Ministro della Giustizia, esperto di barriere antirumore per autostrade, venuto a sapere che i giornalisti hanno pubblicato pari pari tutta la faccenda, manda un mazzo di fiori alla signora del Governatore ed emana un decreto contro i giornalisti, colpevoli di aver turbato gli onesti cittadini col resoconto delle malefatte del Governatore. Il decreto è intitolato: “chi fa la spia non è figlio di Maria” e si ispira allo stesso principio delle barriere antirumore: ottenere silenzio.

Nel frattempo, il Governatore della Banca siede al suo posto, come è giusto, dato che su Macaron ci vuol ben altro per essere licenziati; anzi, viene mandato in viaggio premio a un importante convegno con altri pezzi grossi del Pianeta, in compagnia del nuovo Ministro dell’Economia, il dottor InventaBuco, detto anche Avolteritornano. Questo Inventabuco è un fior di economista, famoso per aver inventato il Condono Totale Globale, un meccanismo fiscale per cui se confessi in ginocchio con la mano sul cuore di aver evaso/portato all’estero/occultato in qualsiasi modo un fantastilione, e prometti giurin giuretto di non farlo più, paghi un centesimo dell’evasione e il fisco non ti romperà le balle mai più. La popolazione è accorsa in massa a fare il Condono Totale Globale, ma il 99,9% è stata respinta con gli sfollagente e la pernacchia perché il Condono vale se hai evaso un fantastiliardo. -E se un Fantastiliardo non ce l’abbiamo?-Ha chiesto qualcuno dalla folla. – Ma insomma, –  ha risposto Inventabuco, – dateci il tempo di govevnave: pev adesso abbiamo sistemato il 90% della vicchezza nazionale, al 10% che vesta ci pensevemo l’anno pvossimo.

Il pianeta Macaron

Sul mio pianeta natale i buoni e  cattivi sono facilmente distinguibili perchè ai cattivi, quando gli viene in mente di fare una mascalzonata, gli spunta un foruncolo in mezzo agli occhi. Prodigi della selezione naturale. Fanno lo stesso le mascalzonate, ma si può: a) stare alla larga e b) cacciarli in prigione senza se e senza ma. L’amministrazione della giustizia non è un problema sul mio pianeta. Per fare il giudice si deve passare solo l’esame della vista: se riesci a vedere un foruncolo da due metri di distanza, sei assunto.

Sul pianeta Macaron, invece, le cose stanno molto diversamente. Intanto buoni e cattivi sono mescolati, ma così mescolati che c’è un pezzettino di cattivo in ogni buono. Non è raro neanche trovare un pezzettino di buono in un cattivo: nel 45210 (1956 anno terrestre), il sanguinario bandito Spaccatentacoli fu visto accarezzare un gatto. Ma gli esempi sono numerosi: politici corruttori di magistrati sono allo stesso tempo padri amorevoli; importanti funzionari pubblici distribuiscono favori illeciti, falsando il mercato bancario e compromettendo la credibilità economica del Paese, dal lunedì al venerdì: ma il sabato portano la moglie a fare compere e la domenica vanno a messa.
Capirete che non è semplice amministrare la giustizia, sul pianeta Macaron. Non c’è nessun foruncolo a guidare il povero poliziotto o il povero giudice. Il poliziotto, mettiamo, vorrebbe arrestare uno che ha rubato di giovedì: salta fuori l’avvocato e dice ma come,  e tutti gli altri giorni che ha fatto il bravo? Quelli non contano? Vogliamo mettere in galera un onesto imprenditore, un padre esemplare, un cognato affettuoso, un genero amorosissimo, un giocatore di tennis correttissimo? Questo è accanimento, questa è persecuzione. E così, il giudice condanna controvoglia, sapendo di rendersi impopolare; e non manca di fare una ramanzina, avvisando l’imputato che il giovedì dovrebbe comportarsi meglio.
L’opinione pubblica, naturalmente, s’indigna. Diamine, non vorremo considerare uno delinquente per sempre, solo perchè ha fatto il delinquente un paio di volte?
E’ così che è invalsa l’usanza di risarcire gli sfortunati che, per aver fatto i cattivi, sono stati condannati. Gli si dedica una bella targa, in memoria di tutto quel tempo in cui non sono stati delinquenti. Si conteggia anche il tempo passato sul bidet e quello in cui si dorme; per alcuni, siccome la targa veniva troppo piccola, si è conteggiato il tempo passato al semaforo a scaccolarsi, purchè giurino che non stavano pensando a qualcosa di losco.