Senatori (in saldo) a vita

Andreotti non aveva più una faccia da perdere, e quindi per lui nessun problema a pubblicizzare un telefonino.
Ma questo signore, assai indegnamente, è senatore a vita. E’ una questione di stile. Se questo fosse un Paese serio, nessuno vorrebbe come testimonial un signore definito per sentenza connivente con la mafia. Ma questa è l’Italia, i pregiudicati affollano il Parlamento e i talk-show, mentre il popolo si appassiona alle Isole e alle Talpe; nessuno o quasi legge le sentenze, in compenso si leggono le istruzioni dei cellulari.
E in fondo, visti i ben altri sponsor (leggi connivenze mafiose) che il senatore e il suo defunto partito hanno avuto in passato, e sui quali non si indagherà mai abbastanza, almeno questo è alla luce del sole. E sono libera, almeno, di NON comprare quel telefonino.
Altra gente non è libera, ancora oggi, di vivere e lavorare nella propria terra.
Grazie, senatore Andreotti. Lei è un esempio illuminante di come si deve invecchiare: sempre, costantemente, sotto l’occhio dei riflettori. E col cartellino del prezzo bene in vista.

HarryPottermania

Basta, devo confessare. Di tutte le droghe esistenti su questo disgraziato pianeta, sono andata a scegliermi la più adolescenziale, la più sfigata, la più scarsa sul mercato: c’è un solo produttore, e la fabbrica, se va bene, una volta ogni due anni. E la cosa tremenda – ineluttabile – è che un giorno finirà. Per sempre. Sto parlando, naturalmente, della saga di Harry Potter. Sono nel tunnel dell’incantesimo-dipendenz a, mi sveglio la notte tutta sudata pensando che devo finire il tema per Piton e quando scendo in cantina mi guardo intorno circospetta temendo un attacco di dissennatori. Ormai non vivo più al pensiero che non so chi è R.A.B. e se quei due mai si sposeranno. Piango ancora segretamente la morte di Sirius.  Ho cercato di far Evanescere le pratiche che si accumulano in ufficio e di procurarmi su internet un Gabinetto Svanitore per mia suocera: entrambe le cose, ovviamente, senza esito.
Il Talebano mi ha regalato – appena è uscito – Il Principe Mezzosangue in inglese: l’ho divorato in due settimane. Il mio inglese è scolastico, ho passato due settimane di vacanza con l’Hazon-Garzanti sotto il braccio, ma l’ho divorato.
Mai avrei immaginato che la mia felicità un giorno sarebbe stata legata alla prolificità di una signora – miliardaria – del Regno Unito: se quella fa un altro figlio e posticipa ancora l’uscita dell’ultimo libro, do fuori di matto.