Si galleggia sul pianeta Macaron


Di ritorno dal pianeta natale, ascoltavo sulla radio galattica gli esiti elettorali di Macaron: ma doveva esserci evidentemente qualche disturbo di trasmissione, perchè a dieci anni luce esultava mister Mortadella, a cinque anni luce giubilava il satrapo ridens, e mentre scendevo la scaletta dell’astronave c’era un silenzio di tomba.
Per una di quelle impossibilità logiche che si verificano solo in quest’angolo di galassia, le elezioni dicono di averle vinte tutti quanti.
Il partito del Cavaliere Ridens sostiene che ha vinto, perchè la matematica cartesiana non vale su Macaron; andava applicata la geometria non-euclidea, secondo la quale per un punto esterno a una retta passano più rette parallele alla retta stessa. Ergo, i voti raccolti dal loro partito valgono di più. Ma così la somma degli angoli interni di un triangolo fa più di 180 gradi, e quindi il Mortadella, vincitore proclamato, ha più pretendenti che poltrone, e non sa come uscirne.
Un bel pasticcio, aggravato dal fatto che su Macaron si governa a dispetto dei propri alleati e ci si para il culo dagli amici, così come le famiglie si reggono su accordi di desistenza: io non ti scasso per portare giù la monnezza, e tu in cambio mi lasci vedere Beautiful in santa pace. Fidanzarsi è concordare una non-sfiducia, ma ciò non ti pone al riparo da ribaltoni; i figli riservano al genitore ottantenne un semplice appoggio esterno.
I Macaroniani son fatti così. Stanno in Parlamento come alle assemblee di condominio: sonnolenti e incazzosi al tempo stesso. Pronti ad azzannare l’amico. Votano contro qualunque cosa, a meno che non sia stata proposta da loro stessi, e a volte votano contro pure quella. Un Macaroniano lasciato solo con se stesso in una stanza, con una mozione da approvare o respingere, sarebbe capace di darsele di santa ragione. 
Intanto la nave deve partire. Se galleggerà, sarà non tanto per il principio di Archimede (giacchè i principi sono stati visti a una svendita dei Mercatini Michela, scontati al 70%, già vent’anni fa), ma per un combinato disposto di culo e spregiudicatezza. E allora vai con i remi: non fidiamoci troppo del vento.

scongiuri

Afferriamoci saldamente a qualunque ferro abbiamo sottomano, in mancanza d’altro va bene pure una fialetta di Ferrograd tracannata prima di varcare la fatidica soglia.
I più ruspanti non mancheranno di toccarsi l’innominabile parte tanto declamata negli ultimi giorni. I tradizionalisti hanno sempre un corno nascosto da qualche parte.
Io stringerò forte nel pugno (sinistro) la mia amata Guida Galattica per Autostoppisti, che reca sul frontespizio un incoraggiante: “Don’t Panic”, entrerò in cabina recitando il mio personale mantra (Quarantadue, quarantadue, quarantadue….), e dopo aver dato la mia piccola spinta per buttar giù il satrapo ridens, partirò per il mio pianeta natale.
Dalla distanza siderale mi giungeranno gli echi dei vittoriosi: spero di potermi unire alle grida di giubilo, o sarò costretta, sulla via del ritorno, a farmi ibernare per cinque anni.

La chiavetta della democrazia

Tra i tanti meriti del sito www.beppegrillo.it, c’è quello di dare le notizie che nessun altro (o quasi) pubblica.
Ultimamente ha dato spazio a una notizia che dovrebbe essere una bomba: ma i principali giornali, intenti a parlare di attributi e di ICI, se la sono persa.
La notizia è che il voto elettorale del 9 e 10 aprile in quattro regioni (Lazio, Liguria, Sardegna e Puglia) sarà affidato a una chiavetta USB.
I voti scrutinati nel seggio saranno inseriti da un tecnico (selezionato da Adecco) in un computer; se alla fine il dato informatico non coincide con quello cartaceo, l’operatore deve correggerlo senza che il presidente di seggio debba procedere a ulteriori verifiche.
L’operatore salva i dati in una chiavetta USB e la consegna a un coordinatore informatico, che inserendola in un altro computer spedisce tutti i dati al Ministero dell’Innovazione.
Giova qui ricordare che il Ministero dell’Innovazione è un dipartimento della Presidenza del Consiglio.
Sono saltati a piè pari i Prefetti e il Ministero dell’Interno.
Non si capisce che fine faccia la Corte d’Appello, tradizionalmente competente in caso di contestazioni.
Non solo: su tutta la vicenda pesano un appalto assegnato a trattativa privata in via d’urgenza e una causa civile intentata da Ales, società sarda che ha inventato il sistema per il seggio elettorale elettronico, contro EDS, che lo sta utilizzando.
Il Diario, che ha svolto un’approfondita inchiesta su questa faccenda, è già stato querelato.

contessa

“La verità è che vogliono la redistribuzione del reddito, vogliono che i figli dei professionisti siano uguali ai figli degli operai” – S. Berlusconi, parlando della sinistra.

del resto mia cara di che si stupisce/anche l’operaio vuole il figlio dottore/ma pensi che ambiente che può venir fuori”