Intervista (impossibile) al signor Sindaco di Milano, Letizia Brichetto Arnaboldi detta Letizia Moratti

-Buongiorno, Signora Moratti.
-Buongiorno; gradirei però che mi chiamasse signor Sindaco, se non le dispiace.
-Ma le pare. Dunque, signor Sindaco, un risultato soddisfacente. Che ne pensa sua cognata, la signora Milly Moratti?
-La prego, date le circostanze, di rivolgersi a mia cognata come al signor consigliere.
-Certo, scusi. Allora, ci saranno ripercussioni in famiglia? L’unità ne esce indebolita, o lasciate fuori la politica?
-Guardi, è il momento di mettere i puntini sulle i; la politica in quanto tale è termine discriminante. Preferirei si parlasse del politico, al maschile.
-Non sono sicuro di seguirla… comunque, che progetti ha per la città di Milano?
-Mi sembra chiaro, da quello che le ho appena detto, che occorre declinare Milano al maschile: il Signor Comune di Milano. Oltretutto finisce con la “o”.
-Come vuole. Pensa che la sua esperienza di Ministro la aiuterà ad affrontare i problemi legati alla poltrona di sindaco?
-Guardi, “il” poltrone di sindaco è un traguardo splendido che ho raggiunto grazie all’appoggio di tanti generosi milanesi che mi hanno votato. Sarò per Milano quello che sono stato per lo scuolo. Affronterò con determinaziono qualsiasi problemo e lavorerò notto e giorno per il loro risoluziono…. (arrivano due infermieri, la imbracano e la portano via).