Pluralismo

In quasi tutti i pianeti conosciuti, i ladri, i truffatori, i mafiosi sono scandalosamente sottorappresentati nelle assemblee legislative, nei Governi, insomma nei luoghi del Potere. Se talvolta riescono ad eleggere uno di loro a qualche carica pubblica, appena la cosa si viene a sapere (per colpa di un giudice troppo zelante, o di un giornalista impiccione), il povero politico sputtanato è costretto a dimettersi. E tanti saluti alla privacy, alla sacralità del mandato, alla democrazia.

Non è così sul nostro pianeta Macaron. Come ricorderete, questo è l’unico pianeta del Settore Plurale dove ai cattivi si dedicano targhe, per celebrare le loro gesta. Ma c’è di più. Sul Pianeta Macaron si è realizzata la vera democrazia, la democrazia compiuta: in Parlamento sono rappresentati equamente non solo gli onesti, ma anche i disonesti; non solo i lavoratori, ma anche gli scansafatiche; non solo gli incensurati, ma anche i pregiudicati.
Questa importantissima conquista democratica, questa nuova frontiera dei Diritti Umani, non nasce per caso. E’ frutto di decenni di lotte, anche sanguinose, che hanno visto contrapposti  il vecchio regime ultraconservatore, ferocemente attaccato agli ingiusti e sorpassati  privilegi degli incensurati, e la nuova classe dirigente, portatrice dei nuovi valori equi e solidali, sotto la bandiera del Pluralismo e della Libertà.

Non è stato facile, ma un’attenta opera di illuminata educazione a favore delle masse, aiutata dai mezzi di comunicazione, finalmente sottratti al giogo del regime ultraconservatore, alla fine ha ottenuto i risultati sperati.
Oggi il medio cittadino macaroniano è libero di scegliere. Non più odiose discriminazioni tra illibati e condannati; la fedina penale, com’è giusto, è riconosciuta universalmente come una delle tante voci del curriculum, in alcuni casi una delle più prestigiose.
Perché, ormai ne convengono anche i più recalcitranti, quale miglior titolo di competenza, di professionalità, di contezza delle cose, di una accertata e conclamata carriera nell’illecito, per garantire che il politico sappia legiferare per combattere l’illecito stesso? Quale esperto è più affidabile, per combattere la mafia, di un condannato per reati di mafia? Questi brillanti ragionamenti hanno fatto sì che, finalmente, la commissione antimafia potesse annoverare tra i suoi membri  anche condannati e inquisiti, si badi bene, non solo per mafia, ma anche per qualsiasi altro reato; perchè la competenza deve essere interdisciplinare, e non sono più tollerabili discriminazioni.

Ma Macaron va oltre; è sempre un passo avanti. Ora è noto, perché è sutti i giornali, che un’inchiesta pseudogiornalistica, condotta con un banale test fai-da-te, avrebbe scoperto che un deputato su tre fa uso di stupefacenti.  I politici, giustamente, sono sul piede di guerra. Sacrosanta l’obiezione: ma perché fare test cladestini, con metodi poco chiari, quando avreste potuto chiedercelo? E che, pensavate che i tossicodipendenti non avessero diritto di cittadinanza in Parlamento? Ma dove andremo a finire?