L’Isola dell’Ohana

C’è un ‘Isola, sul pianeta Macaron, dove le Leggi dell’Universo non valgono.
Qui l’acqua scorre all’insù, i ponti stanno sospesi sul vuoto, e un corpo immerso in un liquido riceve una spinta pari al peso del liquido spostato, ma solo se il liquido consente. Se il liquido non vuole spingere, il corpo affonda.
In quest’Isola tutto si regge per miracolo. Le Madonne piangono, l’acqua arriva ai rubinetti, il semaforo passa dal rosso al verde per pura capricciosità dell’Essere. La materia gioca con l’Antimateria, e nascono assessorati. In un angolo remoto di un ufficio catastale, impiegati impegnati in estenuanti solitari magicamente e inconsapevolmente trovano l’ultima cifra decimale del pi greco.
Intanto, turisti smarriti si bagnano i polpacci in fontane arcaiche, lungo spirali di cemento, e si chiedono perché tra centinaia di ristoranti non c’è un posto dove mangiare un panino al prosciutto. Le automobili in doppia fila stanno lì a dimostrare che il denaro è tempo.
E’ un’Isola altamente spirituale. Come Siddharta, sa pregare, sa aspettare e sa digiunare. Ha una pazienza infinita, una fame insaziabile, una fede eterna.
E’ un’Isola piena di notabili, contabili e baroni; un’Isola di Cavalieri e Assessori, di Dottori e Ingegneri, di Geometri e Uscieri. Tutti sono qualcosa. Nessuno è disoccupato, al massimo è in attesa del posto. Perché in quest’Isola il lavoro non si cerca. L’hanno messo da parte secoli fa, nessuno si ricorda più dove, e allora fanno a meno. In compenso hanno tanti sostituti: il posto, l’assunzione, l’articolo 23, la Forestale, la municipalizzata, il favore, lo scambio, la sistemazione, la regolarizzazione, il precariato, il nero, l’attività, il buco, l’imboscamento, la dirigenza, l’impiego, l’incarico, la delega, la consulenza, la Regione, il Comune, la Provincia, l’appalto, l’invalidità, il cantiere, l’amicizia, la segnalazione, la Famiglia. Soprattutto la Famiglia.
Non tutti sanno apprezzare la sconfinata amorevolezza dell’Isola, il suo ventre materno, la sua fiducia nel prossimo. In qualunque altro luogo dell’Universo, il mercato del lavoro funziona così: serve una persona che faccia un certo lavoro, si cercano i candidati, si verificano requisiti e competenze dei candidati, si assume. Nell’Isola si assume, poi si vede che cosa possiamo fargli fare: è una grande Ohana, nessuno viene abbandonato o dimenticato.
Tanta generosità, tanta fede nei Valori della solidarietà e della fratellanza, ha un prezzo. Il prezzo dell’incomprensione.
Nessuno al di fuori dell’Isola ne capisce la peculiarità. Gli stranieri a volte vengono, e pretendono di cambiare le cose, di cambiare gli isolani. Sono folli. L’Isola ha un’anima vigile, che rigetta tutto ciò che la inquina e cerca di corromperla. Come la limatura di ferro è attratta dalla calamita, gli Isolani tendono, dopo un forzato cambiamento, a tornare nello stato primitivo. Perché l’Isola ha le sue leggi, e nessuna forza umana né divina le può cambiare.
Così, ogni giorno, il sole sorge perché l’Isola lo permette, e se un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l’alto, bene, se non la riceve, affonda.