Cattivi propositi per l’anno nuovo

Mi sono mossa tardi. Tra regali di Natale, riunioni in famiglia, cenoni e saldi di fine stagione, col solstizio d’inverno iniziano quattro settimane di stress terrificante. Così, quest’anno mi sono dimenticata di prenotare per tempo. E quando sono arrivata allo sportello, l’impiegato quasi mi rideva in faccia. Con parlata lenta, strascicando le dentali e pure le sibilanti, m’ha comunicato che i buoni propositi per il 2008 erano tutti presi.

“Dimagrire? Ne hanno fatto incetta massaie, mogli trascurate, impiegati col colesterolo alto e adolescenti in crisi d’identità.

Dedicare più tempo a se stessi? Donne e uomini in carriera, politici in rotta col partito, perdenti di tutte le categorie hanno deciso che quest’anno saranno più selfish.

Risparmiare? Sessanta milioni di italiani l’hanno scelto, si metta in coda.

Risanare, organizzare, manutenere? Un milione di amministratori, dai condomini alle Regioni agli Enti Pubblici alle Authority ci hanno già pensato.

Eliminare gli sprechi? E’ venuto un pattuglione governativo e ha spazzolato tutto.

Buttar via il ciarpame e fare spazio al nuovo? Le maison della moda non aspettavano altro”.

“Insomma, che è rimasto?” Ho sbottato, esasperata.

L’impiegato si è alzato di malavoglia, ha ravanato in un cestone nel retro ed è tornato con una bracciata di vecchi fogli incartapecoriti.

” Ecco qua. C’è rimasto un “chiedere scusa” del 1952. Poi un “lavorare sodo” del… aspetti, sì, è del Ventennio, e anche questo, poco richiesto anche allora, devo dire: “rispetterò il verde pubblico”. Ah, e poi, guardi, un cimelio del Risorgimento, è scritto a mano guardi: “Manterrò la parola data”. Poi c’è un “pagherò le tasse”, ancora intonso, mai usato, con l’appendice “pagherò il canone radiotelevisivo”. Ah e questo, non so se interessa, è del 1948: “giuro di essere fedele alla Costituzione”.  E infine una chicca, dev’essere il più antico, guardi il sigillo sabaudo… “libera Chiesa in libero Stato”. Si gratta la pelata, perplesso. “Che ci fa questo tra i buoni propositi? Boh. Comunque, se li vuole, glieli do’ tutti a metà prezzo”.

Ringrazio ed esco. Non ho preso nulla. Resto col mio problema: che propositi formulare per l’anno nuovo?

Davanti a un bicchiere di Cabernet, la risposta si presenta da sola, chiara e lampante come la bruttezza sul muso di Lamberto Dini.

I miei propositi per il 2008 saranno tutti cattivi. Troppo cattivi perchè io li scriva qui. Se la virtù sta nel mezzo, io andrò da un’altra parte. Dalla gola all’accidia all’ira eccetera esplorerò le possibilità infinite del deragliamento.

Se va come deve, avendo io sempre e costantemente dimostrato un’innata incapacità di perseverare in quel che mi prefiggo, per la fine dell’anno sarò diventata di una moralità esemplare. Talmente buona da essere stucchevole, talmente brava  da diventare premio Nobel, talmente realizzata, felice e completa che scriverò un libro più famoso di “Io sono Ok tu sei Ok”. Alla fine brevetterò il sistema e andrò in giro per il mondo a fare conferenze come Al Gore.