Pesce in barile

Il Generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale non passerà alla storia per la tormentata e tormentosa vicenda delle sue dimissioni, nè per la sua zelante attività di contrasto all’evasione e alla criminalità economica. Per un crudele colpo del destino, ciò che resterà negli annali sono i suoi gusti contrastanti da turista e da gourmet. Perchè, infatti, mentre per le sospirate e meritate vacanze si faceva portare fin sul Passo Rolle, Dolomiti, dall’aereo della Guardia di Finanza- aereo militare, pilotato da un militare, che vola a spese nostre – non poteva resistere alla nostalgia dei sapori marini. Come conciliare l’amore per la montagna e il disgusto per i wurstel? Semplice, facendo decollare sempre un aereo militare da Pratica di Mare, per farsi consegnare a domicilio sulle vette dolomitiche una bella cassa di spigole. Raccontano le cronache che il militare addetto al trasporto si sia prima rifiutato di fare la consegna di pesce, poichè per ben altro è entrato in Guardia di Finanza, ma che si sia dovuto piegare all’ordine reiterato dall’alto. Il nome di colui che gli ha sollecitamente inviato il pesce fresco va qui scritto: è il generale Ugo Baielli, adesso in pensione.

Purtroppo, non tutte le grigliate riescono senza fumo, e l’odore di pesce è arrivato fino alla Corte dei Conti, che ha quantificato il danno erariale delle vacanze montane e della grigliata: 32.000 euro, pagati già da noi cittadini, ai quali si aggiunge il danno all’immagine della Guardia di Finanza e dello Stato, ancora da quantificare.

Per fortuna, il generale Speciale sarà toccato ben poco dalla vicenda, perchè in suo soccorso è già arrivato il Partito delle Libertà, che l’ha candidato in un seggio blindatissimo. Avremo presto un onorevole Speciale, che potrà tuonare contro le toghe rosse che ce l’hanno con lui, vendicarsi a suo agio contro chi ha sollevato il problema alla Corte dei Conti, e magari rimpinzarsi di spigola alla bouvette, sempre a spese nostre.

Agli italiani che la spigola la vedono sì e no a Natale e pure d’allevamento, sarà di conforto sapere che le loro tasse sono così bene spese. Sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al Re, cantava Jannacci.

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