Haider e i Blues Brothers

Il doloroso coming out dell’inconsolabile Stefan Petzner, “vedovo” di Haider, commuove per la disarmante sincerità. Ma il dolore a volte non si riesce a chiudere in spazi privati.

Per contrappasso mi ha richiamato alla memoria l’esilarante (e struggente, a modo suo) scena dei Blues Brothers, in cui la macchina dei neofascisti dell’Illinois, durante l’inseguimento a Jack e Elwood, precipita dal ponte sospeso. Durante la caduta, il “braccio destro” si rivolge al suo Capo e con occhi tristi esclama: “ti ho sempre amato”.

Uno dei migliori momenti della cinematografia mondiale.

Questo lo facevo anch’io (meglio)

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Il romanzo è ben scritto, ben tradotto, ed è stato ben pubblicizzato. Poi è su un argomento – i matematici – che m’interessa abbastanza; m’interessa un po’ di più la matematica, ma i matematici son più facili da capire.

Insomma, Mondadori ha fatto bene a tradurre e pubblicare in Italia Il matematico indiano, l’ultimo romanzo di David Leavitt, una biografia romanzata del grande Ramanujan e dell’immenso Hardy (sì, nel libro Hardy- voce narrante- fa di tutto per convincervi che Ramanujan è più grande di lui, ma per me è più geniale chi sa coltivare il proprio genio di chi lo contempla imbizzarrirsi).

Mondadori ha fatto bene, ma ha fatto un pessimo lavoro. Se leggete la seconda di copertina, quel risvolto dove regolarmente vi rovinano la sorpresa raccontandovi  la trama, ebbene non solo non capirete l’essenza del libro – questo è un bene ed è normale, perché l’essenza del libro dovete trovarvela da voi – ma sarete fuorviati completamente. Vi è scritto che Hardy si recò in India a conoscere Ramanujan, cosa falsa; che lo portò con sé in Inghilterra, cosa doppiamente falsa; che ebbero un amore contrastato, cosa falsissima. Hardy era omosessuale, ma da nessuna parte nel libro si accenna minimamente a un amore tra i due, e tantomeno contrastato.

Insomma, una bufala. Fatta apposta per vendere dieci copie in più? Non credo. Piuttosto, frutto dell’approssimazione, della faciloneria e della sciatteria; evidentemente, hanno un tizio che di mestiere scrive i risvolti di copertina, e non si cura di leggere il libro.

Proposta per Mondadori: lasciatelo in bianco quel risvolto. Così il lettore se lo scrive da sé. Meglio, sicuramente.