Nuove da Macaron. Ovvero: la Repubblica Virtuale

Gli anglosassoni dicono che la libertà si perde un centimetro alla volta.

Su Macaron si perde a metri, a chilometri. Si fa fatica, davvero, a star dietro alla miriade di leggi e leggine liberticide degli ultimi mesi.

Cominciamo dall’ultimo ddl, che porta la firma di Sacconi. Sacconi è nato a Conegliano, come Ugo Cerletti, l’inventore dell’elettroshock*. Non per caso, temo.

Il disegno di legge delega prevede, tra altre amenità, lo sciopero virtuale: cioè il lavoratore dichiara di aderire allo sciopero, ma poi va a lavorare lo stesso. E allora perchè lo dichiara, si chiederà qualche ingenuo. Oh bella, ma per farsi fare la trattenuta dallo stipendio, no? E’ a questo che serve lo sciopero.

Troppo facile immaginare il prossimo passo: il sindacato virtuale.

Che sarà seguito a breve dal diritto di assemblea virtuale e dalle RSU virtuali, per concludere in bellezza con lo stipendio virtuale. Il contratto virtuale, invece, ce l’abbiamo già.**

Nel frattempo, apposite squadrac… ehm ronde, penseranno alla nostra sicurezza virtuale, il premier sarà assolto da tutte le accuse dai Giudici Virtuali***, e la ministra Carfagna gestirà il nuovo servizio di gnocche virtuali statali, in regime di monopolio.

Il trionfo di Silvio sarà assoluto quando con voto virtuale il 99,99% dei cittadini lo eleggerà Sovrano a vita, con diritto di trasmettere il trono per via ereditaria, per bonifico transnazionale, per trasfusione di sangue o come più gli aggrada.

Lo 0,001% della popolazione, rappresentata da quattro comunisti, un socialista, un anarchico e un pirla, sarà ospitato a spese del Sovrano nelle Scuderie Reali, per testimoniare che in Italia l’opposizione è (specie) protetta. Il WWF chiederà invano di farli almeno riprodurre in cattività.

 

 

 

*Grazie a Salvatore La Manna per l’informazione

**Grazie a CISL, UIL, UGL e parasindacati vari, dove para sta esattamente per paraculo, a scanso di equivoci

***in diretta tv a reti unificate RAISET

Ci mancavano le ronde. A quando il ricino?

Non mi fido.
Delle ronde, dico. Ci saranno pure in altri Paesi; ma altri Paesi non versano nelle condizioni dell’Italia. C’è troppa voglia di menare le mani, in giro. Troppi esagitati che non vedono l’ora di beccare un extracomunitario da solo, magari ubriaco, magari senza fissa dimora. Sarà che già troppe cose ricordano il Ventennio (l’impunità del Capo; l’esautorazione del Parlamento; certo uso strumentale del cattolicesimo), ma queste ronde puzzano proprio di squadraccia.
Se poi aggiungiamo la situazione al Sud… m’immagino già, nella mia Sicilia, chi si sta preparando a formare le squadre. Tu sì, tu no…

E intanto la Polizia non ha fondi per la manutenzione delle automobili. A centinaia sono ferme nei box. Decine di agenti e carabinieri si occupano di burocrazia o di controlli sulle etichette delle mutande. Alla sicurezza ci penseranno i bravi cittadini col cellulare.

Il PD o Partito Disintegrato

Ma se l’intelligenza di D’Alema e la bontà di Veltroni ci hanno portati a questo punto, non sarà che ha ragione il Cavaliere?

Ignoranza, cafoneria, disprezzo, clientelismo, faccia tosta, faccia tosta e ancora faccia tosta lo hanno portato a vincere e stravincere.

Tiene i suoi per le palle, nessuno si soffia il naso senza permesso, e sbraita che gli altri son comunisti.

Fa un decreto vergognoso sulla pelle di una donna proclamando che difende la Vita, poi scherza oscenamente sui desaparecidos.

E vince.

I suoi elettori vogliono questo. Vogliono guardarlo e riconoscersi: sguaiato e prepotente, insieme padrone e buffone della corte, corruttore di giudici ma impunito. Lo votano perchè vogliono essere come lui. Lo votano perchè sono come lui: evasori, insofferenti della legge, insofferenti dello straniero, misogini fino alle budella, diopatriafamiglia e ledonnesonotutteputtanetrannemiamadremiamogliamiasorella.

Cari dinosauri del PD, sono questi gli elettori che volete attirare? Non ce la farete mai. Non avete la stoffa. Non siete abbastanza delinquenti, non siete abbastanza istrioni, non avete un Capo che vi comanda a bacchetta.

Avete cercato il centro, pensando che le massaie intontite da Radio Maria vi seguissero solo perchè c’era la Binetti a sparare cazzate. Avete mollato gli operai sperando che vi seguissero le partite IVA. Avete mortificato il popolo di sinistra con i vostri sereni e pacati dialoghi con chiunque tranne che con i vostri elettori. Avete ossequiato fino alla nausea il Vaticano. Avete dato ragione a tutti, ascolto a tutti, tranne a chi vi ha votato.

Caro Veltroni, hai detto una frase orrendamente vera: il PD era il TUO sogno. Chissà che avevi in testa, ma alla base il tuo “ma anche” è arrivato forte e chiaro: chi se ne sbatte se gli elettori sono di sinistra, il partito è il mio sogno e quindi… e quindi vai col partito liquido, accontentiamo tutti, mettiamoci un po’ di tutto, a me piace la macedonia.

Eh no caro Veltroni, la base non ci sta. Un partito di sinistra non è il TUO sogno, se permetti è il NOSTRO sogno e voi ce l’avete distrutto.

Risposta a Franz. Conversazione con un cattolico

Il commento di Franz al post precedente mi offre lo spunto per altre riflessioni sul caso Englaro. 

 

Grazie Franz. Se non le dispiace continuo qui la conversazione.

E’ giustissimo che i cattolici possano proporre la loro visione del mondo; ma poi il legislatore dovrebbe ispirarsi a principi che possano essere condivisi da tutti. Per stare al suo esempio: una norma che consentisse di uccidere, non importa chi, è inaccettabile non solo per la morale cattolica, ma per chiunque, che sia ateo o agnostico o buddista. Dunque il problema non si pone. Si pone invece per quei comportamenti che sono vietati esclusivamente dal diritto canonico, cioè per quelli che sono “peccati” per la Chiesa ma non sono “reati” per lo Stato. Certamente vi è parziale sovrapposizione di questi concetti, nel senso che alcuni dei Dieci Comandamenti sono anche reati: non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza. Ma non altri: non commettere atti impuri non è recepito nel nostro ordinamento, per l’ovvia ragione che sull’interesse pubblico a una vita sessuale “ordinata” ha prevalso, nell’età contemporanea, il superiore bene della libertà personale in materia sessuale. Cioè i diritti dell’uomo e le libertà della sua sfera privata.

Ora, nella nostra Costituzione esiste il diritto di rifiutare le cure; è possibile imporre un trattamento sanitario per legge, ma entro i limiti del “rispetto della dignità umana”. Il Costituente certo pensava ai malati mentali gravi, ai vaccini, eccetera.

Nel caso Eluana è stata rispettata la Costituzione, poichè la ragazza aveva espresso una precisa volontà, accertata con un regolare processo. L’accento non va posto sul comportamento del medico che ha tolto il sondino, perchè è solo l’esecutore materiale di una volontà espressa quando era in grado di farlo, e ribadita dal suo tutore legale, il padre, e dalla curatrice speciale nominata dal Tribunale. Per questo l’accusa di omicidio, oltre a essere insultante, non è corretta: omicida è chi, con atto cosciente e volontario o con volontaria omissione, cagiona la morte di un uomo. Ma qui la volontà era di Eluana.

Se Eluana potesse disporre o no della sua vita, è problema che trova la risposta già nella Costituzione. Eppure è tornato a essere terreno di scontro tra cattolici e no, ma non vedo alcun modo di accontentare l’una e l’altra parte, se non accogliendo la strada più liberale: lasciando a tutti la libertà di rifiutare le cure, anche se ciò conduca alla morte, non si impone nulla ai cattolici, che in accordo alla loro visione potranno farsi curare e nutrire a oltranza, e decidere anche per i familiari in questo senso. Accogliendo invece la tesi cattolica, tutti gli altri saranno costretti a subire un trattamento che sentono come intollerabile violenza.

Vorrei poi dire che l’atteggiamento cattolico sul caso Eluana non è né uniforme né costante nel tempo. Moltissimi hanno citato il defunto Papa, che potendo ancora parlare, chiese. “lasciatemi andare”. Fu accontentato. Che cosa sarebbe accaduto se la malattia avesse compromesso la sua capacità di esprimersi? Avrebbe potuto permettersi, la Chiesa, un Papa prigioniero della malattia, incosciente magari per anni? Non credo proprio.

Aggiungo: se papà Englaro, anziché fare una battaglia di questa portata, fosse andato in sordina da un prete, le avesse fatto dare l’Estrema Unzione, e poi in comune accordo avessero deciso di farla tornare alla Casa del Padre in segreto, tra preghiere e lumini, chi si sarebbe scandalizzato? Accade ogni giorno. In Italia e nel mondo.

Life crimes and the Vatican

Come disse Flaiano, in Italia tutto ciò che non è vietato diventa obbligatorio.

Vivere, ad esempio.

Ma non per tutti: papi e barboni sono esentati. Certo, non devono fare casino, zitti zitti e non sporchiamo in giro.

L’ultimo barbone è stato dispensato qualche notte fa, a Milano: è l’ottavo quest’inverno. Gli è stata trovata in tasca l’autorizzazione prefettizia con la controfirma del vescovo: un bel nulla osta a tirare le cuoia per fame e freddo.

Berlusconi ha commentato a caldo: “Non è colpa mia. Mi è stato impedito di andare a salvarlo, qualcuno mi ha messo le ganasce alle ruote. Ma l’hanno visto, è un uomo anziano, abbiamo i connotati, lo prenderemo”.

La Moratti, appresa la notizia, ha subito fondato una società partecipata con il 51% dal Comune e il 49% da un’altra società, a sua volta  partecipata al 51% dal Comune, nel cui consiglio d’amministrazione ha messo se stessa, una dirigente d’ASL con procedimenti penali a carico (per non perdere l’abitudine) e un rappresentante di San Patrignano. Insediato il Consiglio, decisa la sottoscrizione di capitale, è passata a occuparsi dell’Expo dimenticandosi completamente la faccenda.