Che cos’è una lista, e Le dieci cose per cui vale la pena vivere

Come Saviano (modestamente) anch’io sono una patita delle liste, da anni. Ne scrivo prima di partire e di fare la spesa. Dopo una riunione. Faccio liste mentali e liste-piagnisteo da pausa pranzo. Liste di cose da fare. Liste di libri che ho letto, liste di città che ho visitato. Alcune delle mie lettere più sentite non erano altro che liste.

La lista contiene in sé due qualità importanti. La prima è questa: una lista è di fatto un monologo. Non puoi interrompere una lista. Certe mie tirate su come sarebbe bello se… mentre mio marito vaga già con gli occhi altrove, sono liste abbellite di fronzoli. Questo spiega molte mie presunte conversazioni.

Ma soprattutto, la grande qualità della lista è che è fatta per essere tradita.

Di qualunque cosa si tratti, dagli ingredienti di una torta ai requisiti per essere ammessi a un concorso, fateci caso, ci sono sempre eccezioni.

È la quintessenza dell’imperfezione umana, anzi del nostro desiderio di imperfezione. Scriviamo liste per i motivi più svariati: stiliamo promemoria per non dover fare le cose; scriviamo elenchi di sogni per dimenticarli, scriviamo nomi di luoghi e di persone per impossessarcene per sempre; etichettiamo cd e dvd – strana forma di lista ubiquitaria – e li perdiamo comunque. I club non sono altro che liste con rigidi meccanismi di inclusione/esclusione, studiati per suscitare la voglia di aggirarli. O distruggerli.

Le liste sono collezioni di nomi, oggetti, cose, azioni, che qualcuno ha messo insieme in quell’ordine, e che nessun altro farebbe uguale. Dopo averle fatte, di solito ci si sente sollevati. Ci sono ragazzini che dopo aver scritto i compiti sul diario pensano già di averli finiti, e accendono tranquillamente la Wii. La lista, in quanto contenitore, ti nasconde il contenuto e te lo allevia, per così dire.

Ecco perchè è così difficile fare una lista pubblica: il papello, la rivendicazione, il programma o manifesto che sia, per quanto si sforzi di raccogliere tutte le voci, sarà sempre imperfetto, scontenterà sempre qualcuno. E non è mai definitivo.

La lista è un insieme di cose che rispondono a un requisito (o più), quindi è norma. In quanto tale, prima o poi sarà disattesa.

Io faccio liste per entrambi i motivi; mi piace non essere interrotta (al prezzo di non essere neanche ascoltata, alle volte); e mi piace enormemente fare una lista e poi non rispettarla. Scrivo: latte intero peperoni melanzane, e so già che prenderò latte intero peperoni e zucchine. Le melanzane erano lì per darmi il gusto di cambiare.

Ma volando più alto: ora io scrivo la lista delle mie dieci cose per cui vale la pena vivere. Sincera, schietta quanto si vuole, è la lista di adesso. Domani potrebbe cambiare. Tra una anno dovrebbe cambiare. Se tra dieci anni è uguale, venite a controllare se sono imbalsamata.

  1. Pettinare i ricci a mia figlia, e intanto ascoltarla parlare
  2. quando io e Luca diciamo la stessa cosa nello stesso momento, e quando non c’è neanche bisogno di dirla, perché ci siamo capiti
  3. scrivere
  4. l’immaginazione
  5. cucinare con calma, nel silenzio assoluto, e poi a tavola un commensale che chiede se ce n’è ancora
  6. Leggere libri. Leggere bei libri. Rileggere un libro che ho amato, e trovarlo più bello
  7. Mia Martini che canta Almeno tu nell’Universo. Nessun altro che fa mai più la cover.
  8. La scena di The Blues Brothers quando il nazista dell’Illinois dice a quell’altro: “ti ho sempre amato”.
  9. Silvio Berlusconi convertito al buddismo, libero, sano e felice in un monastero in Tibet
  10. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. [segue lista di 139 articoli].
Che cos’è una lista, e Le dieci cose per cui vale la pena vivereultima modifica: 2011-03-02T00:52:00+00:00da fen_church
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