Silente coming out

La Rowling ha detto che Silente è gay. 

L’annuncio è di quelli che ti fanno dire: e allora?

Eppure. Ho fatto un giro per forum potteriani. Le opinioni sono contrastanti. Le dividerei in cinque categorie:

  1. Le esternazioni omofobe. Vanno da “allora non comprerò il settimo libro” a “c’è un complotto internazionale per portare i gay al potere e la Rowling ne fa parte”. Queste sono come l’aviaria: perniciose, ma non c’è cura.
  2. Gli sfoghi dei delusi. Non sanno perchè, non sanno percome, non sono contro i gay, però… Però cosa? “Però me lo immaginavo superiore a queste cose”; “però non è questo il Silente che avevo in mente”, e via con i farfugliamenti. L’argomento definitivo, per questi qui, è : “te lo immagini Gandalf innamorato?”. Bé, Gandalf no, Silente sì.
  3. Le puntualizzazioni dei canonisti. Tutto quello che c’è scritto sui libri, è “canon”, dogma; tutto quello che è fuori, anche se l’ha detto l’autrice, non lo è. Questi sono i più arrabbiati. Gli secca proprio che la Rowling continui a dare particolari nelle interviste, tipo che lavoro farà quel personaggio o qual è il colore preferito di quell’altro. Sostengono che lo fa per vendere di più (ancora di più?!?) .Censori inutili, se mai ce ne sono stati di utili.
  4. Le acclamazioni. “Ve l’avevo detto io” è il grido di battaglia.
  5. Le non-opinioni: post interminabili il cui succo è: non mi cambia assolutamente nulla, non mi serve saperlo,  i libri/il personaggio/l’autrice mi piacciono/non mi piacciono tanto quanto prima. Spreco di pergamena, direbbe Fred.

Quello che non ho trovato (ma sicuramente è colpa mia, non ho cercato abbastanza) è una seria, pacata e perchè no dotta discussione su come il fatto che Silente sia gay e, soprattutto, sia stato innamorato, migliori l’inquadramento del personaggio, ne illumini meglio il carattere, faccia capire meglio al lettore alcuni passaggi. Insomma, un tentativo di esegesi del testo alla luce di questa rivelazione (o conferma, per chi già lo sospettasse. Non sono fra questi).

Harry Potter ha una grande fortuna e una grande sfortuna. La fortuna è il grande successo editoriale. La sfortuna è il grande successo editoriale. Eserciti di lettori se ne sono appropriati, lo hanno plasmato a propria misura, hanno anticipato le uscite dei nuovi libri con previsioni più o meno azzardate, congetture, illazioni, consigli  o perfino diktat all’autrice su quel che avrebbe dovuto scrivere. Ho letto deliri sulla coppia – inesistente- Harry/Hermione; incazzature solenni sull’innamoramento tra Harry e Ginny, che si sono spinte al ridicolo di chiedere alla Rowling di cambiare idea; difese appassionate di Voldemort, coccolato col soprannome di Voldy. Insomma, un bel libro è stato bistrattato come fosse una delle tante fanfiction, una bella storia è stata ridotta a telenovela. Molto democratico, direte; il libro è del lettore, direte. Sarà. Io adoro Harry Potter, molto meno certi potteriani.