Questo lo facevo anch’io (meglio)

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Il romanzo è ben scritto, ben tradotto, ed è stato ben pubblicizzato. Poi è su un argomento – i matematici – che m’interessa abbastanza; m’interessa un po’ di più la matematica, ma i matematici son più facili da capire.

Insomma, Mondadori ha fatto bene a tradurre e pubblicare in Italia Il matematico indiano, l’ultimo romanzo di David Leavitt, una biografia romanzata del grande Ramanujan e dell’immenso Hardy (sì, nel libro Hardy- voce narrante- fa di tutto per convincervi che Ramanujan è più grande di lui, ma per me è più geniale chi sa coltivare il proprio genio di chi lo contempla imbizzarrirsi).

Mondadori ha fatto bene, ma ha fatto un pessimo lavoro. Se leggete la seconda di copertina, quel risvolto dove regolarmente vi rovinano la sorpresa raccontandovi  la trama, ebbene non solo non capirete l’essenza del libro – questo è un bene ed è normale, perché l’essenza del libro dovete trovarvela da voi – ma sarete fuorviati completamente. Vi è scritto che Hardy si recò in India a conoscere Ramanujan, cosa falsa; che lo portò con sé in Inghilterra, cosa doppiamente falsa; che ebbero un amore contrastato, cosa falsissima. Hardy era omosessuale, ma da nessuna parte nel libro si accenna minimamente a un amore tra i due, e tantomeno contrastato.

Insomma, una bufala. Fatta apposta per vendere dieci copie in più? Non credo. Piuttosto, frutto dell’approssimazione, della faciloneria e della sciatteria; evidentemente, hanno un tizio che di mestiere scrive i risvolti di copertina, e non si cura di leggere il libro.

Proposta per Mondadori: lasciatelo in bianco quel risvolto. Così il lettore se lo scrive da sé. Meglio, sicuramente.

Una cattiva bibliotecaria

I miei libri, anchea distanza di anni, parlano di me.
Li leggo sdraiata a letto, o nella vasca da bagno, o in metrò, o in qualunque posto mi fermo per più di due minuti.
Perciò prendono odori e profumi che i libri nuovi non hanno.
Molti hanno ditate di nutella, segnalibri improvvisati, bigliettini, fiori, dediche. Qualcuno è macchiato di lacrime.
Nei libri in lingua originale ci sono le mie annotazioni di traduzione, a matita, così quando li rileggo non devo andarmi a cercare di nuovo le parole sul dizionario.
Alcuni libri hanno già le orecchie perché la mia bambina li sbircia. Uno mi è caduto nel bucato. L'ho messo ad asciugare insieme ai panni, con le mollette: è diventato un po' spaventapasseri, ondulato come un pezzetto di fiume, con i bozzi. Lo amo ancor di più per questo.
I miei libri sono me, disordinati e segnati dal tempo.

I 13 modi per infastidire Prodi

Per par condicio, dopo i 13 modi per infastidire Berlusconi, ecco i 13 modi per infastidire Prodi:

1 Fategli trovare le rotelline montate sulla sua bicicletta.
2 Chiedetegli se ha mai fatto un giro in barca con D’Alema.
3 Fate sorvolare Bologna da un aereoplano che lancia volantini con la scritta: PACS.
4 Chiedetegli se è assicurato UNIPOL.
5 A un convegno, piazzatevi in prima fila e mentre lui parla tirate fuori una grossa mortadella e accarezzatela.
6 Mentre parlate con lui, sostituite alla parola “Ulivo” le parole “Democrazia cristiana”.
7 Salutatelo entusiasticamente ed esclamate: “ho sempre desiderato conoscerla, Cavaliere!”
8 Appena qualcuno lo chiama Professore, fate una faccia sbalordita ed esclamate: “Professore? Ma è laureato?”
9 Iscrivetelo a un corso per corrispondenza intitolato: “Parlare in pubblico”.
10 Dategli del matto.
11 Chiedetegli  perchè la sinistra non ha un candidato a sindaco per Milano.
12 Strabuzzate gli occhi quando vi nominerà Bruno Ferrante.
13 Chiedetegli chi diavolo è Ferrante.

Post rubato

Nel bellissimo blog di Akamotasan ho trovato questa chicca:

LUCREZIO: IL CLINAMEN GIUSTIFICA LA LIBERTA’


 La conseguenza capitale del clinamen in sede etica è la giustificazione della libertà dell’agire: declinando casualmente nel loro moto di caduta, gli atomi spezzano la necessità del mondo e aprono una prospettiva in cui l’agire umano trova un margine di libertà tale da rendere possibile un’etica.

Mi ha ricordato una cosa che scrissi a diciott’anni, quando pensavo di essere originale:

L’etica è il respiro della libertà.