Life crimes and the Vatican

Come disse Flaiano, in Italia tutto ciò che non è vietato diventa obbligatorio.

Vivere, ad esempio.

Ma non per tutti: papi e barboni sono esentati. Certo, non devono fare casino, zitti zitti e non sporchiamo in giro.

L’ultimo barbone è stato dispensato qualche notte fa, a Milano: è l’ottavo quest’inverno. Gli è stata trovata in tasca l’autorizzazione prefettizia con la controfirma del vescovo: un bel nulla osta a tirare le cuoia per fame e freddo.

Berlusconi ha commentato a caldo: “Non è colpa mia. Mi è stato impedito di andare a salvarlo, qualcuno mi ha messo le ganasce alle ruote. Ma l’hanno visto, è un uomo anziano, abbiamo i connotati, lo prenderemo”.

La Moratti, appresa la notizia, ha subito fondato una società partecipata con il 51% dal Comune e il 49% da un’altra società, a sua volta  partecipata al 51% dal Comune, nel cui consiglio d’amministrazione ha messo se stessa, una dirigente d’ASL con procedimenti penali a carico (per non perdere l’abitudine) e un rappresentante di San Patrignano. Insediato il Consiglio, decisa la sottoscrizione di capitale, è passata a occuparsi dell’Expo dimenticandosi completamente la faccenda.

 

Questo lo facevo anch’io (meglio)

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Il romanzo è ben scritto, ben tradotto, ed è stato ben pubblicizzato. Poi è su un argomento – i matematici – che m’interessa abbastanza; m’interessa un po’ di più la matematica, ma i matematici son più facili da capire.

Insomma, Mondadori ha fatto bene a tradurre e pubblicare in Italia Il matematico indiano, l’ultimo romanzo di David Leavitt, una biografia romanzata del grande Ramanujan e dell’immenso Hardy (sì, nel libro Hardy- voce narrante- fa di tutto per convincervi che Ramanujan è più grande di lui, ma per me è più geniale chi sa coltivare il proprio genio di chi lo contempla imbizzarrirsi).

Mondadori ha fatto bene, ma ha fatto un pessimo lavoro. Se leggete la seconda di copertina, quel risvolto dove regolarmente vi rovinano la sorpresa raccontandovi  la trama, ebbene non solo non capirete l’essenza del libro – questo è un bene ed è normale, perché l’essenza del libro dovete trovarvela da voi – ma sarete fuorviati completamente. Vi è scritto che Hardy si recò in India a conoscere Ramanujan, cosa falsa; che lo portò con sé in Inghilterra, cosa doppiamente falsa; che ebbero un amore contrastato, cosa falsissima. Hardy era omosessuale, ma da nessuna parte nel libro si accenna minimamente a un amore tra i due, e tantomeno contrastato.

Insomma, una bufala. Fatta apposta per vendere dieci copie in più? Non credo. Piuttosto, frutto dell’approssimazione, della faciloneria e della sciatteria; evidentemente, hanno un tizio che di mestiere scrive i risvolti di copertina, e non si cura di leggere il libro.

Proposta per Mondadori: lasciatelo in bianco quel risvolto. Così il lettore se lo scrive da sé. Meglio, sicuramente.

Treni sicuri con un macchinista in meno

 

589632312.jpgStraordinaria innovazione nel campo della sicurezza 

I TRENI SONO SICURI

Milano, agosto 2008. Finalmente ci siamo. Dimenticate l’era Burlando, i disastri di Crevalcore e del Pandolino: i top manager di Trenitalia hanno trovato un nuovo, efficacissimo sistema di sicurezza che finalmente darà tranquillità ai viaggiatori. Il sistema è noto da tempo ma dopo le prime, timide applicazioni degli anni scorsi ora è entrato perfettamente a regime. Si tratta della tecnica detta “rimozione delle sentinelle”, già nota in ambito statistico: se raccogliamo solo i dati positivi e ignoriamo quelli negativi, in media i risultati saranno eccellenti. Così, è bastato licenziare il macchinista che aveva rilasciato dichiarazioni sullo “spezzamento” dei treni, per ripristinare la media ottimale di segnalazioni sulla sicurezza, che ora è in linea con l’Europa. Un sospiro di sollievo per i viaggiatori e per l’azienda.

 

Tema

Il lavoro del mio papà

Il mio papà è un uomo molto importante. Lui fa il Capo delle Ferrovie, comanda tutti i treni e tutte le stazioni. Non li guida proprio lui i treni, e in stazione non c’è mai andato, ma lui fa tante riunioni con altre persone importanti per decidere dove devono andare i treni e a che ora partono, e se serve un treno nuovo, è lui che lo compra. Il suo lavoro si chiama “amministratore delegato” ed è molto difficile, infatti lavora tanto è sempre in viaggio oppure in riunione e io lo vedo poco. Io penso che il suo lavoro non gli piace poi tanto, perchè non vuole mai andare in treno, ogni volta che partiamo prendiamo l’aereo oppure il SUV di mamma, mi sa che i treni non gli piacciono. A me invece i treni piacciono tanto. L’altro giorno ho litigato con Pinuccio a causa del mio papà. Lui ha detto cose cattivissime sul mio papà, ha detto che il mio papà è cattivo perchè ha licenziato il suo papà. Ci siamo picchiati e abbiamo preso la nota. Quando papà ha voluto sapere il perchè io gliel’ho detto, allora lui mi ha preso in braccio e mi ha parlato dolcemente e mi ha spiegato com’è andata. Dice che il papà di Pinuccio ha detto delle bugie, ha detto che i treni non sono sicuri, e questo non va bene perchè così la gente si spaventa e il treno non lo prende più e se questo succede il mio papà viene licenziato. Allora hai fatto bene a licenziarlo ho detto io, non si dicono le bugie. Adesso che lui non c’è più sul treno e ci sono solo le persone perbene, ci posso salire sul treno una volta? Ma lui ha fatto di no con la testa e se ne è tornato a lavorare.

Pesce in barile

Il Generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale non passerà alla storia per la tormentata e tormentosa vicenda delle sue dimissioni, nè per la sua zelante attività di contrasto all’evasione e alla criminalità economica. Per un crudele colpo del destino, ciò che resterà negli annali sono i suoi gusti contrastanti da turista e da gourmet. Perchè, infatti, mentre per le sospirate e meritate vacanze si faceva portare fin sul Passo Rolle, Dolomiti, dall’aereo della Guardia di Finanza- aereo militare, pilotato da un militare, che vola a spese nostre – non poteva resistere alla nostalgia dei sapori marini. Come conciliare l’amore per la montagna e il disgusto per i wurstel? Semplice, facendo decollare sempre un aereo militare da Pratica di Mare, per farsi consegnare a domicilio sulle vette dolomitiche una bella cassa di spigole. Raccontano le cronache che il militare addetto al trasporto si sia prima rifiutato di fare la consegna di pesce, poichè per ben altro è entrato in Guardia di Finanza, ma che si sia dovuto piegare all’ordine reiterato dall’alto. Il nome di colui che gli ha sollecitamente inviato il pesce fresco va qui scritto: è il generale Ugo Baielli, adesso in pensione.

Purtroppo, non tutte le grigliate riescono senza fumo, e l’odore di pesce è arrivato fino alla Corte dei Conti, che ha quantificato il danno erariale delle vacanze montane e della grigliata: 32.000 euro, pagati già da noi cittadini, ai quali si aggiunge il danno all’immagine della Guardia di Finanza e dello Stato, ancora da quantificare.

Per fortuna, il generale Speciale sarà toccato ben poco dalla vicenda, perchè in suo soccorso è già arrivato il Partito delle Libertà, che l’ha candidato in un seggio blindatissimo. Avremo presto un onorevole Speciale, che potrà tuonare contro le toghe rosse che ce l’hanno con lui, vendicarsi a suo agio contro chi ha sollevato il problema alla Corte dei Conti, e magari rimpinzarsi di spigola alla bouvette, sempre a spese nostre.

Agli italiani che la spigola la vedono sì e no a Natale e pure d’allevamento, sarà di conforto sapere che le loro tasse sono così bene spese. Sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al Re, cantava Jannacci.

Tutta la storia qui.