Confezioni deficienti per consumatori intelligenti

Per solidarietà con la professoressa di Palermo, ho deciso di dire pane al pane e deficiente al deficiente.

Ad esempio. Uno dei motivi per cui noi donne ci sentiamo superiori agli uomini è che non sanno fare il bucato (o dicono di non saperlo fare, per non farlo; ma questo è un altro paio di post). In verità, la faccenda non è banale. Ha a che fare con le competenze matematiche dei nostri compagni/fratelli/padri/mariti etc.

Eccone la dimostrazione. Questo è un detersivo liquido:

100_3997.JPGNotato niente?

Le dosi consigliate sono 60, 90, 120 ml per l’acqua dolce,

75, 105, 135 ml per l’acqua dura.

Con queste dosi certosine, uno si aspetterebbe un bel tappo graduato, con una scala almeno suddivisa in 15 ml, invece l’etichetta canta giuliva:

1 TAPPO= 110 ml

Il che apre il campo a molte possibili interpretazioni:

1) il Product manager o comunque si chiami il tizio che perde il sonno su questo detersivo è un deficiente

oppure

2) l’ingegnere, designer, architetto o vattelappesca che ha disegnato l’imballaggio è un genio e vuole che TUTTI lo sappiano: mica poteva fare un tappo adeguato alle dosi. Troppo facile. Lui sa fare il calcolo in tappi, in litri, in kilogrammi massa e in centimetri cubi, al livello del mare e sul cocuzzolo del Nanga Parbat, gne gne gne

oppure

3) il chimico o chi per lui che ha stabilito le dosi è un pazzo furioso peggio dell’ingegnere, i due si odiano a morte e hanno deciso di farsi la guerra

oppure

4) Il product manager non è deficiente. Le dosi sono messe lì per impressionare, il tappo ha una misura sconclusionata apposta, il detersivo fa il suo mestiere più o meno con metà della dose indicata, ma la casalinga si sente così figa quando calcola a occhio la quantità che ci vuole, che di nascosto abbraccia il bottiglione e mormora tra sé e sé: “Come lo faccio io il bucato…”

E così, si perpetua l’attaccamento osceno della femmina italica ai panni sporchi, dato che simili bottiglioni-rompicapo la convincono di essere moolto più intelligente, capace, sveglia e pratica del maschio di casa; un po’ come quando sostiene che solo lei mette il sale giusto nell’acqua della pasta.

Col risultato di farlo sempre lei, il bucato.

Forse dovrei cambiare il titolo.

Un 25 aprile dalla parte del torto

25 aprile 2007 Milano.jpg

Ho commesso un grave errore. Non è la prima volta, quindi è diabolico. Ho scritto a un forum famoso e ultracliccato una lettera sincera e piuttosto ingenua sul 25 aprile. Sul perchè porto mia figlia a sfilare insieme a Partigiani ottuagenari e a ex deportati in carrozzella. Nella mia lettera c’erano parole come “antifascismo” e “Costituzione”. Offese mortali al sentire comune di oggi.

Mi hanno risposto, via mail, in molti. Tutti contro. Tutti, tranne uno, insultandomi pesantemente. La più elegante mi ha dato della capra. Il più becero si è sfogato in tutte maiuscole contro i Komunisti. Questi sono lettori del corriere.it, mica analfabeti. Eppure.

Sono analfabeti, non c’è dubbio. Non conoscono l’abbiccì della civile convivenza, del dialogo, del ragionamento. Si nascondono dietro l’anonimato di una mail per sfogare la rabbia.

Ma il problema è: da dove viene questa rabbia? Questo si dovrebbe chiedere oggi un politico. Se venti persone, considerando una lettera sul 25 aprile una provocazione, si scagliano contro una sconosciuta per vomitare insulti,  ci sarà un motivo?

Sarà che hanno perso il posto, hanno visto troppi raccomandati sorpassarli, sono stufi delle tasse, hanno paura degli zingari? Sarà che il Grande Fratello non basta più a occupare le menti? Sarà che sentono, confusamente, che la loro vita è peggiore di quella dei loro padri, ma non sanno che farci a parte dare la colpa ai comunisti?

E veniamo ai comunisti. Non uno di loro mi ha scritto. Neanche un ex-comunista, neanche un pd, neanche un margheritino. Neanche un socialista. Non uno di sinistra o almeno di centro che abbia sentito la voglia di rispondere.

Ci possono essere più motivi. Il primo è che quel forum è frequentato da gente prevalentemente di destra. Il secondo che di solito se uno è d’accordo non spreca tempo a scriverlo. Ma il terzo è quello più inquietante.

Il popolo di sinistra non è arrabbiato, è rassegnato.

Ma qualcuno se ne accorge? E soprattutto, a qualcuno importa?

Nuove da Macaron. Ovvero: la Repubblica Virtuale

Gli anglosassoni dicono che la libertà si perde un centimetro alla volta.

Su Macaron si perde a metri, a chilometri. Si fa fatica, davvero, a star dietro alla miriade di leggi e leggine liberticide degli ultimi mesi.

Cominciamo dall’ultimo ddl, che porta la firma di Sacconi. Sacconi è nato a Conegliano, come Ugo Cerletti, l’inventore dell’elettroshock*. Non per caso, temo.

Il disegno di legge delega prevede, tra altre amenità, lo sciopero virtuale: cioè il lavoratore dichiara di aderire allo sciopero, ma poi va a lavorare lo stesso. E allora perchè lo dichiara, si chiederà qualche ingenuo. Oh bella, ma per farsi fare la trattenuta dallo stipendio, no? E’ a questo che serve lo sciopero.

Troppo facile immaginare il prossimo passo: il sindacato virtuale.

Che sarà seguito a breve dal diritto di assemblea virtuale e dalle RSU virtuali, per concludere in bellezza con lo stipendio virtuale. Il contratto virtuale, invece, ce l’abbiamo già.**

Nel frattempo, apposite squadrac… ehm ronde, penseranno alla nostra sicurezza virtuale, il premier sarà assolto da tutte le accuse dai Giudici Virtuali***, e la ministra Carfagna gestirà il nuovo servizio di gnocche virtuali statali, in regime di monopolio.

Il trionfo di Silvio sarà assoluto quando con voto virtuale il 99,99% dei cittadini lo eleggerà Sovrano a vita, con diritto di trasmettere il trono per via ereditaria, per bonifico transnazionale, per trasfusione di sangue o come più gli aggrada.

Lo 0,001% della popolazione, rappresentata da quattro comunisti, un socialista, un anarchico e un pirla, sarà ospitato a spese del Sovrano nelle Scuderie Reali, per testimoniare che in Italia l’opposizione è (specie) protetta. Il WWF chiederà invano di farli almeno riprodurre in cattività.

 

 

 

*Grazie a Salvatore La Manna per l’informazione

**Grazie a CISL, UIL, UGL e parasindacati vari, dove para sta esattamente per paraculo, a scanso di equivoci

***in diretta tv a reti unificate RAISET

Ci mancavano le ronde. A quando il ricino?

Non mi fido.
Delle ronde, dico. Ci saranno pure in altri Paesi; ma altri Paesi non versano nelle condizioni dell’Italia. C’è troppa voglia di menare le mani, in giro. Troppi esagitati che non vedono l’ora di beccare un extracomunitario da solo, magari ubriaco, magari senza fissa dimora. Sarà che già troppe cose ricordano il Ventennio (l’impunità del Capo; l’esautorazione del Parlamento; certo uso strumentale del cattolicesimo), ma queste ronde puzzano proprio di squadraccia.
Se poi aggiungiamo la situazione al Sud… m’immagino già, nella mia Sicilia, chi si sta preparando a formare le squadre. Tu sì, tu no…

E intanto la Polizia non ha fondi per la manutenzione delle automobili. A centinaia sono ferme nei box. Decine di agenti e carabinieri si occupano di burocrazia o di controlli sulle etichette delle mutande. Alla sicurezza ci penseranno i bravi cittadini col cellulare.

Il PD o Partito Disintegrato

Ma se l’intelligenza di D’Alema e la bontà di Veltroni ci hanno portati a questo punto, non sarà che ha ragione il Cavaliere?

Ignoranza, cafoneria, disprezzo, clientelismo, faccia tosta, faccia tosta e ancora faccia tosta lo hanno portato a vincere e stravincere.

Tiene i suoi per le palle, nessuno si soffia il naso senza permesso, e sbraita che gli altri son comunisti.

Fa un decreto vergognoso sulla pelle di una donna proclamando che difende la Vita, poi scherza oscenamente sui desaparecidos.

E vince.

I suoi elettori vogliono questo. Vogliono guardarlo e riconoscersi: sguaiato e prepotente, insieme padrone e buffone della corte, corruttore di giudici ma impunito. Lo votano perchè vogliono essere come lui. Lo votano perchè sono come lui: evasori, insofferenti della legge, insofferenti dello straniero, misogini fino alle budella, diopatriafamiglia e ledonnesonotutteputtanetrannemiamadremiamogliamiasorella.

Cari dinosauri del PD, sono questi gli elettori che volete attirare? Non ce la farete mai. Non avete la stoffa. Non siete abbastanza delinquenti, non siete abbastanza istrioni, non avete un Capo che vi comanda a bacchetta.

Avete cercato il centro, pensando che le massaie intontite da Radio Maria vi seguissero solo perchè c’era la Binetti a sparare cazzate. Avete mollato gli operai sperando che vi seguissero le partite IVA. Avete mortificato il popolo di sinistra con i vostri sereni e pacati dialoghi con chiunque tranne che con i vostri elettori. Avete ossequiato fino alla nausea il Vaticano. Avete dato ragione a tutti, ascolto a tutti, tranne a chi vi ha votato.

Caro Veltroni, hai detto una frase orrendamente vera: il PD era il TUO sogno. Chissà che avevi in testa, ma alla base il tuo “ma anche” è arrivato forte e chiaro: chi se ne sbatte se gli elettori sono di sinistra, il partito è il mio sogno e quindi… e quindi vai col partito liquido, accontentiamo tutti, mettiamoci un po’ di tutto, a me piace la macedonia.

Eh no caro Veltroni, la base non ci sta. Un partito di sinistra non è il TUO sogno, se permetti è il NOSTRO sogno e voi ce l’avete distrutto.